Banca condannata a risarcire correntista. Giustizia è fatta!

Banca condannata a risarcire correntista. Giustizia è fatta!

Finalmente per il sig C. , la sig.ra F. e la loro famiglia il Tribunale di Taranto, con sentenza n. 151/2016, ha condannato l’istituto bancario” xxxxxxxx” a rimborsare i suddetti correntisti delle “somme illegittimamente loro addebitate”, grazie ad un meccanismo perverso di contabilizzazione degli interessi chiamato “Anatocismo”. Grazie a questa dinamica, gli interessi maturati su base trimestrale, per effetto di un saldo negativo di conto corrente, producevano altri interessi nel trimestre successivo. Ma andiamo ai fatti.

Agli inizi degli anni novanta, per rinnovare ed ampliare una attività lavorativa familiare, i sig.ri si rivolgono alla banca “xxxxxxxx” della quale erano clienti, per chiedere un prestito, il quale viene loro concesso non come mutuo, ma come scoperto di conto! Ovviamente qui iniziano le peripezie bancarie dei nostri signori. Grazie al suddetto meccanismo, lo scoperto di conto corrente, che grazie ai proventi dell’attività sembrava richiudersi, dopo pochi mesi miseramente si riapriva. Per lungo tempo i correntisti chiesero alla banca, che nel frattempo era diventata xxxxxxx, ciò che umano e lecito era: la risoluzione dello scoperto di conto grazie ad un mutuo. Finalmente il 09.09.1998 dopo innumerevoli raccomandate e un pressing degno delle migliori trasmissioni televisive d’inchiesta culminato a Lecce in piazza Sant’Oronzo presso la sede centrale della suddetta banca, i nostri signori vengono ricevuti da un dirigente. Il suddetto dirigente accoglie la legittima richiesta di trasformare il tutto in un mutuo, operazione che si concretizzerà, dopo alcuni mesi, con un ritardo che comporterà un ulteriore ed illegittimo esborso economico.

Intanto nel 2004, precisamente il 04 Novembre 2004, la Cassazione Civile, Sezioni Unite, con sentenza n. 21095 sancisce che calcolare gli interessi sugli interessi è illegittimo.

 

 

A questo punto, il sig. C. e la Sig.ra F, armati di tanta tenacia , risoluti a non demordere, intraprendono una causa civile, proprio per l’anatocismo, contro la banca, che nel frattempo, grazie ad acquisti e fusioni, è diventata xxxxxxxxxx . Insomma il piccolo Davide sfida il grande Golia. Quindi, la sentenza n. 151/2016 dà finalmente ragione ai signori C. ed F. determinando le “somme illegittimamente addebitate”, condannando le xxxxxxxx alla restituzione dell’importo, maggiorato degli interessi di mora, e al pagamento degli oneri processuali.

Il piccolo Davide, dopo tribolazioni e ingiustizie perpetrate a suo danno finalmente ha vinto! Questa sentenza, dichiarano i signori, è anche dedicata a tutti i piccoli Davide che, pur carichi di valide intuizioni imprenditoriali, sono stati schiacciati e affossati da un sistema di leggi e cavilli bancari, come testimoniano le cronache dei nostri giorni. Auspicano che, questa volta, sia una banca ad onorare il suo debito, nel rispetto di una sentenza emessa da un tribunale.

Sperano, infine, che le Banche svolgano il loro compito: essere il volano dello sviluppo territoriale, premiando i progetti imprenditoriali meritevoli e, in particolar modo, quelli che arrivano dal mondo giovanile.

Fonte. lavocedimaruggio del 11.03.2016