Hypo Alpe Adria Bank: Oltre alla truffa anche l’accusa di usura

Hypo Alpe Adria Bank: Oltre alla truffa anche l’accusa di usura

In Italia prosegue il cammino della Giustizia per far luce sullo scandalo dei leasing dopati nella sede italiana di Hypo Bank. L’ultima novità è che a carico delle persone già rinviate a giudizio per truffa e associazione per delinquere ora si potrebbe aggiungere anche il reato di usura. Ne ha riferito ieri nel Messaggero Veneto la collega Luana de Francisco. Riportiamo qui sotto il suo articolo.

“C’era in origine, quando nel giugno del 2013 una bufera giudiziaria si abbatté su “Hypo Alpe Adria Bank”, e c’è anche adesso che tutti gli indagati (tranne la società) sono stati rinviati a giudizio per le ipotesi di reato di associazione a delinquere e truffa. Riesumata a tre anni di distanza dall’avvio delle indagini, l’accusa di usura rischia ora di aggiungersi nuovamente a quelle costate già il siluramento dell’allora direttore generale, Lorenzo Di Tommaso, e uno scandalo da quasi 90 milioni di euro.

L’altro filone dell’inchiesta che ha smascherato il trucco dei leasing “dopati” prenderà corpo il 20 aprile, nell’udienza che sarà celebrata davanti al gip del tribunale di Udine per discutere l’opposizione alla richiesta di archiviazione a suo tempo presentata dalla Procura.

Sono state alcune delle parti offese, ossia delle 56 persone (quasi tutte società più o meno grandi, oltre a qualche privato cittadino e a gruppi finanziari con sedi sparse in tutta Italia e alla Banca d’Italia) rimaste truffate da Hypo Bank, a decidere di continuare a dare battaglia anche sul fronte dell’ipotizzata usura. Giudicando le opposizioni «tempestive e non inammissibili», il gip Matteo Carlisi ha fatto notificare avviso dell’udienza sia agli indagati, sia ai loro clienti.

Nella vicenda, oltre a Di Tommaso, 62 anni, di Bicinicco – considerato la “mente” del sistema truffaldino che dal 2004 riuscì ad alterare 54.568 contratti, per un totale di 88.134.000 euro di rincari e, quindi, utili non dovuti – sono coinvolti Sandro Ballerino, 50, di Udine, vicedirettore generale addetto all’area commerciale, Carlo Bellogi, 54, di Aviano e residente a Udine, dal 2011 responsabile del “legal service” e della funzione reclami e, già dal 2008, componente dell’organo di vigilanza, Daniele Metus, 56, di Moruzzo, vice direttore generale, Paolo Pellicciotti, 47, di Udine, responsabile del “market support” e direttore generale di “Hypo Alpe Adria Leasing”,

Nadia La Neve, 51, di Udine, responsabile dell’area “credit processing”, e Andrea Micalich, 51, di Udine, direttore commerciale della rete agenti leasing e direttore generale di “Hypo Alpe Adria Finance”.

Dell’elenco torna a fare parte Simone Caraffini, 45, di Milano, a sua volta vicedirettore generale di “Hypo Alpe Adria Bank Italia” e per il quale i pm Barbara Loffredo e Paola De Franceschi, titolari dell’inchiesta, avevano chiesto l’archiviazione alla conclusione delle indagini preliminari.

Era stato proprio in quella fase del procedimento penale che i magistrati inquirenti avevano deciso lo stralcio dell’ipotesi dell’usura. La perizia di parte affidata al professor Miani, poi, aveva escluso condotte riconducibili a tale fattispecie di reato e sulle sue conclusioni era stata fondata la richiesta di archiviazione. Con buona pace degli indagati che, a questo punto, dovranno rispolverare le vecchie difese.”

Fonte: diblas-udine.blogautore.repubblica.it/ del 13 marzo 2016 di Marco Di Blas